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F.A.Q. Lavoratori domestici

   

È possibile assumere una persona senza permesso di soggiorno?

No, in caso contrario si può andare incontro a denunce di carattere penale.

Quanti giorni di ferie spettano per un anno di lavoro?

26 giorni

Mi serve una badante giorno e notte come posso assicurarla?

Questo rapporto di lavoro non può essere coperto da un solo lavoratore perché o lavora di giorno o lavora di notte.

Qual è il numero massimo di ore di lavoro settimanali per una badante?

54 ore con due ore di pausa tra mattino e pomeriggio, più mezza giornata durante la settimana e la domenica libera.

Cos'è l'indennità di vitto e alloggio?

Il datore di lavoro fornisce vitto e alloggio alla lavoratrice; quando la stessa non ne usufruisce materialmente (esempio quando è in ferie) il datore di lavoro è tenuto al riconoscimento in denaro del mancato vitto e alloggio che viene sommato alla normale retribuzione mensile. La valorizzazione è stabilita dal CCNL.

Come viene regolato il lavoro notturno?

Se la lavoratrice fa solo atto di presenza il suo orario deve essere compreso dalle 21.00 alle 8.00; se invece la lavoratrice deve prestare assistenza alla persona, il suo orario deve essere compreso tra le ore 20.00 e le 8.00.

I contributi Inps vengono calcolati considerando lo stipendio mensile?

No, i contributi Inps sono calcolati in base alle ore di lavoro effettive, indipendentemente dallo stipendio percepito.

Se assumo una persona dichiarando meno ore, mi costa meno di contributi?

Si, ma se la realtà non corrisponde a quanto dichiarato, si può incorrere in denunce successive da parte del lavoratore tramite vertenza sindacale.

Cosa succede quando una lavoratrice resta assente per 2 o 3 mesi?

Prima della sua partenza bisogna stabilire quante ferie ha maturato, se la lavoratrice chiede di restare assente per un periodo più lungo è bene farle fare una richiesta scritta con l’evidenza del giorno di rientro al lavoro ed è bene che il datore di lavoro, se d’accordo, metta per iscritto la sua concessione. Tutto ciò è utile per tutelare il datore di lavoro in caso di non rientro da parte della lavoratrice nei tempi prestabiliti; in tal caso, infatti, il datore di lavoro può avvalersi dell’ultimo comma dell’art. 22 del CCNL: “le assenze non giustificate entro il terzo giorno, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerarsi dimissioni del lavoratore”.

Come bisogna comportarsi quando la lavoratrice richiede il pagamento mensile dei ratei di 13a e del TFR?

Contrattualmente la 13a si paga “in occasione del Natale” e il TFR (lo dice anche la sigla stessa – Trattamento di fine rapporto) deve essere pagato a fine rapporto, con la clausola che il CCNL prevede l’erogazione dello stesso, dietro richiesta del lavoratore, per non più di una volta l’anno nella misura massima del 70%. Se si deroga a questi principi con accordi personali, si può incorrere a future ulteriori richieste da parte della lavoratrice anche attraverso vertenze sindacali.

Quando un lavoratore è assente per malattia, come si deve comportare il datore di lavoro?

Innanzi tutto la malattia deve essere comprovata da un certificato medico, che non deve essere spedito all’Inps come avviene per gli altri dipendenti, ma va conservato dal datore di lavoro, e poi la stessa deve essere conteggiata in base a quanto descritto dall’art. 27 del CCNL.

Esiste la possibilità di avere un contributo dal mio Comune?

Tutti i Comuni (con modalità diverse) contribuiscono tramite un piano socio-assistenziale, nei confronti delle persone bisognose. È utile rivolgersi all’assistente sociale per sapere se il tuo Comune si è attivato in tal senso.

La lavoratrice straniera ha diritto al pagamento del viaggio da parte del datore di lavoro quando va a a casa?

No

Una lavoratrice domestica può chiedere l'astensione facoltativa per maternità?

Questa categoria di lavoratrici è esclusa da questo tipo di trattamento.

Per una lavoratrice domestica c'è la possibilità di richiedere la maternità anticipata?

Anche per queste lavoratrici la maternità a rischio deve essere comprovata da certificato medico specialistico, e deve essere inviata all’INPS la specifica richiesta.

Quali sono i livelli di inquadramento per i collaboratori domestici?

Di seguito quello che riporta il CCNL del 2013:

Livello A

Appartengono a questo livello i collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 12 mesi, nonché i lavoratori che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con competenza le proprie mansioni a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro.

Normale: collaboratore familiare generico in prima formazione, addetto alle pulizie, addetto alla lavanderia, aiuto di cucina, stalliere, assistente ad animali, addetto alla pulizia ed annaffiatura delle aree verdi, operaio comune.

Super: addetto alla mera compagnia di persone autosufficienti, baby sitter con mansioni occasionali e/o saltuarie di mera vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari.

Livello B

Appartengono a questo livello i collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, ancorché a livello esecutivo.

Normale: collaboratore polifunzionale, custode, addetto alla stireria, cameriere, giardiniere, operaio qualificato, autista.

Super: assistente a persone (anziani o bambini) autosufficienti con mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

Livello C

Appartengono a questo livello i collaboratori familiari che, in possesso di specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, operano con totale autonomia e responsabilità.

Normale: cuoco, addetto alla preparazione delle pietanze e all’approvvigionamento delle materie prime.

Super: assistente a persone (anziani e bambini) non autosufficienti, senza diploma professionale, con mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

Livello D

Appartengono a questo livello i collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento.

I lavoratori in attività alla data di entrata in vigore del contratto collettivo saranno inquadrati nella nuova classificazione sulla base delle mansioni svolte. Gli inquadramenti dovranno in ogni caso salvaguardare le retribuzioni ottenute in base al precedente inquadramento.

Normale: amministratore di beni di famiglia, maggiordomo, governante, capo cuoco, capo giardiniere, istitutore.

Super: assistente a persone (anziani o bambini) non autosufficienti in possesso di diploma professionale o di un attestato specifico (es. assistente geriatrico) con mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa; direttore di casa.

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