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Lavoratori domestici

Sono con noi e con i nostri cari praticamente sempre, regolarizzare questo rapporto salvaguarda entrambi.
   

I lavoratori domestici

I lavoratori domestici sono coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro. Sono le colf, gli assistenti familiari, le baby sitter, le governanti, i camerieri, i cuochi ecc..

Rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonchè presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale.

L’ aiuto di queste persone è prezioso e ci solleva da molte difficoltà, e noi dello Studio Di Pietro ci proponiamo di aiutare le famiglie a prefigurarsi le possibili difficoltà e i vantaggi delle diverse scelte, accompagnandole nel percorso che debbono affrontare.

Le sanzioni amministrative

La Direzione Generale per l’attività rispettiva del Ministero del lavoro, in ordine all’impiego di colf e badanti senza contratto in regola, ha stabilito una serie di sanzioni salatissime sia penali che amministrative, anche a cinque zeri, da comminare a coloro che non sono in regola con la Legge.

Se non si comunica l’assunzione all’Inps dei lavoratori domestici

Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare all’Inps l’assunzione e anche l’eventuale trasformazione o cessazione del rapporto di lavoro. Se il datore di lavoro omette o ritarda la comunicazione obbligatoria all’Inps, deve pagare una sanzione amministrativa alla Direzione Provinciale del Lavoro che va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore di cui non si è comunicata l’assunzione. Questa sanzione amministrativa può essere cumulata con la sanzione prevista per la mancata iscrizione all’Inps e/o alla sanzione civile prevista per l’omesso pagamento dei contributi.
Infatti se il datore di lavoro non invia la comunicazione obbligatoria di assunzione all’Inps, il lavoratore non viene iscritto all’Inps, che ne gestisce la posizione assicurativa.
In caso di mancata iscrizione del lavoratore domestico all’INPS, la Direzione Provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12.000 euro per ciascun lavoratore “in nero”, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro nero.

Se non si pagano i contributi dei lavoratori domestici

Per effetto dell’introduzione dell’art. 4 della L. 183/2010 (che ha annullato le sanzioni previste dalla L. 73/2002), in vigore dal 24 novembre 2010, non si applicano più maggiorazioni in caso di “lavoro nero” che interessa lavoratori domestici.

Se si pagano in ritardo i contributi del lavoratori domestici

Il versamento tardivo dei contributi comporta per legge l’applicazione al datore di lavoro di sanzioni pecuniarie da parte dell’Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo e per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Questo tasso di interesse si applica a condizione che il datore di lavoro effettui spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, prima di contestazioni o richieste da parte di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro. Se questo termine non viene rispettato si ricade nel caso dell’evasione contributiva, sanzionata con un’aliquota del 30% in base annua sull’importo evaso nel trimestre.

Le sanzioni penali

Se il rapporto di lavoro è instaurato con uno straniero privo di permesso di soggiorno, a queste salatissime sanzioni amministrative si aggiungono quelle di natura penale che prevedono l’arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.

Mettersi in regola

Per avere un preventivo gratuito e senza impegno per assumere o regolarizzare il tuo lavoratore domestico, compila il form dal pulsante qui sotto. Il servizio è erogabile anche a distanza via e-mail.

Per avere un preventivo gratuito, cliccare qui La busta paga dei lavoratori domestici I contributi Inps dei lavoratori domestici